I resti della Flaminia Militare
Nel 187 a.C., il console romano Caio Flaminio fece costruire una strada che collegava Bononia (Bologna) ad Arezzo, nell’ambito della politica di espansione romana nella Valle Padana.
Il percorso seguiva probabilmente un’antica via etrusca utilizzata per i commerci tra Felsina e Fiesole, ma fu migliorato dai Romani per garantire un transito più sicuro ed efficiente, soprattutto a fini militari. La strada rispettava le disposizioni delle XII Tavole, che fissavano una larghezza minima di 8 piedi romani (2,40 m). Oggi sono stati individuati e documentati archeologicamente circa 24 km della cosiddetta Flaminia Militare, tra Monte Venere e Monte Poggione, nei pressi del passo della Futa.
Le principali caratteristiche della strada sono:
- Percorso lineare, sviluppato lungo il crinale ma leggermente più in basso (10-20 metri) per offrire una maggiore protezione dal vento.
- Larghezza costante di 2,40 metri, corrispondente agli 8 piedi romani previsti per le strade pubbliche.
- Pendenza regolare e ben distribuita, studiata per facilitare il transito di uomini, animali e mezzi.
- Bordi rinforzati con blocchi di pietra di grandi dimensioni, che garantivano maggiore stabilità alla carreggiata.
- Presenza di pietre più alte ai lati della strada, utilizzate come supporto per montare a cavallo.
La tecnica costruttiva variava in base alla natura del terreno:
- Strada glareata: realizzata su terreni solidi mediante uno strato di ghiaia e pietrame.
- Strada basolata: costruita su terreni fangosi o poco stabili con una robusta pavimentazione in grandi blocchi di pietra.
Una volta caduta in disuso la strada romana, durante il Medioevo il suo stesso tracciato venne in parte utilizzato per spostamenti locali : ciò ha determinato la sovrapposizione della mulattiera medievale al basolato che ne è stato spesso danneggiato ed eroso

FOTO: i basolati romani trovati a Monte Poggione perfettamente conservati sotto uno strato di circa 1 metro di terra.
Come visitare i siti della strada romana
Nel tratto transappenninico della Flaminia Militare sono stati individuati nel corso degli anni 7 siti archeologici, lungo un percorso complessivo di 24 chilometri: 21 km da Monte Venere al Passo della Futa e 3 km a sud di esso.
La particolarità dei ritrovamenti da Monte Bastione a Monte Poggione consiste nella presenza di ampi tratti di “basolato“, cioè la tipica pavimentazione in pietra, comune nelle città romane. Le strade extraurbane romane erano generalmente “glareate“, cioè realizzate in ghiaia: la normale strada bianca; il tratto transappenninico fu invece realizzato con il “basolato“, probabilmente per assicurare la percorribilità della strada anche durante i mesi invernali e questo ha permesso alla strada di sopravvivere fino ai giorni nostri. Il tracciato, inserito in vari itinerari escursionistici per appassionati di trekking, è infatti ormai conosciuto anche all’estero.
SITO A – Monte Bastione
È il primo tratto scoperto da Santi e Agostini nel 1979 e presenta diversi tratti di basolato ancora ben conservati, della larghezza di 2,4 metri (8 piedi romani).
Si tratta del punto più facilmente accessibile in cui è possibile vedere il basolato romano: la strada asfaltata consente infatti di giungere a circa 600 metri dall’inizio del basolato, poi si consiglia di proseguire a piedi su di una strada bianca che porta fino alla staccionata d’ingresso alla zona archeologica, sotto la vetta del monte Bastione.
SITO B – Piana degli ossi
Proseguendo a piedi, 2 km a sud del Monte Bastione, si trovano i resti di un imponente impianto di sei fornaci per la produzione a catena di calce, delle quali una sola è stata scavata dalla sovrintendenza archeologica della Toscana nel 1989 e poi di nuovo ricoperta. Rimane visibile solo l’arco di accesso al fornello. Il nome deriva appunto dai frammenti di calce bianca ritrovati nel terreno, quasi simili a resti ossei.
SITO C e D – Monte Poggiaccio e Poggio Castelluccio
Circa 400 m a nord del passo della Futa, seguendo la strada provinciale diretta a Bruscoli si trova sulla destra l’inizio di un ampio sentiero che immette nei boschi.
L’escursione, di circa 3 km, è tra le più impegnative, ma anche tra le più suggestive, in quanto in questa zona sono presenti vari tratti di basolato romano per una continuità di circa 1,5 km, alcuni perfettamente conservati, oltre ad altre tracce archeologiche, quali i castellieri liguri e i resti di una stazione di cambio di cavalli.
Questa zona di appennino è percorsa da numerosi sentieri, per raggiungere la zona archeologica vanno perciò accuratamente seguite le indicazioni presenti ad ogni bivio.
Sito E – Predosa
Tratto di strada glareata, ovvero strada “bianca” costruita con pietre, ciottoli e sabbia. In prossimità dei resti di un’antica casa disabitata è possibile trovare tipici esempi di affioramento di calcare e nel 1987 è stato individuato un lungo infossamento rettilineo con una lente di calcare di spessore costante.
Nel corso dei secoli, la mancata manutenzione, l’azione delle piogge e più recentemente il passaggio di mezzi a motore hanno progressivamente intaccato la zona centrale della strada, trasformandola in un fossato, ma i tratti glareati sono ancora ben visibili ai lati, a riprova della sua struttura originaria e della direzione rettilinea.
SITO G – Monte Poggione
Dal passo della Futa percorrere in auto la strada statale n° 65 in direzione Firenze. Dopo 3 km si giunge in località Monte di Fò ove esiste il Camping “Il Sergente” con Bar-Ristorante e possibilità di pernottamento. Entrare nel piazzale del camping ove c’è un’area di parcheggio. Dalla parte alta del parcheggio inizia un sentiero in salita che porta, dopo circa 15 minuti di marcia, ai basolati del monte Poggione. Per precise indicazioni ci si può rivolgere al gestore del Camping “Il Sergente” (aperto tutto l’anno) Sig. Daniele Farnetani Tel. 055/8423018, e-mail: info@campingilsergente.it
Questo è il tratto in assoluto meglio conservato e facilmente raggiungibile a piedi. Nonostante il luogo impervio e la quota elevata, questi tratti di basolato perfettamente rettilinei confermano definitivamente la direzione del tracciato verso Fiesole.

Archivi fotografici
Documentazioni fotografiche dal 1979 al 1999
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